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	<title>Gesture &#8211; Fragments of Beauty</title>
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	<title>Gesture &#8211; Fragments of Beauty</title>
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		<title>Generalità – Eccelso</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Aug 2017 06:37:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Spesso quei particolari sembra che appartenessero a due categorie diverse, una dualità intrinseca nel loro...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="initial"><span class="cap">S</span>pesso</span> quei particolari sembra che appartenessero a due categorie diverse, una dualità intrinseca nel loro essere femmine. Una volta osservai in un ginocchio che si potrebbe tranquillamente chiamar di forma «comune» una scena commovente, cioè vidi la pelle bianca che si stagliava scintillante contro la superficie spessa, nera, di una calza di lana. Quel premere della carne mi dava l’idea come di germogli primaverili che sotto gli strati di terreno ancora ghiacciato si preparassero a irrompere, per finalmente ricevere le tenerezze dei raggi del sole. Quella scena rimandava a qualcosa di misterioso, ma altrettanto più <em>generale</em>, di ‘comune’ al sesso femminile.</p>
<p>L’altra categoria, alla prima apparenza più elevata, più rara, la potei intravedere nel dito maggiore della mano di una fanciulla. L’ultimo segmento di quel dito, coronato da un’unghia con lo smalto lucente, trasparente, declinava verso la sua fine, appiattendosi<span class="note">1</span> (al contempo del suo farsi più stretto ai lati) nel modo in cui il <span class="author">Raffaello</span> usava dipingere il finale dei piedi delle Madonne: cioè il modo di appiattirsi così regolarmente che nessun osso o muscolo esageratamente in evidenza disturbasse l’armonia delle linee convergenti, sottolineando il candore del suo <a href="https://frammenti.stefanseifert.com/essay/il-modello/">#modello</a> e la purezza dell’anima.</p>
<blockquote><p>Cosicché la lacca sulle sue unghie, opaca, di un argenteo alquanto sgretolato, che per altri era solo evidente negligenza da ragazza noncurante, a me appariva, composta di dei strati spessi, di un denso color nobile, come la miniatura di uno splendido affresco.</p></blockquote>
<p>Della prima bellezza (pure se non la considerano tale<span class="note">2</span>) ne sono pienamente coscienti, dalla seconda rimangono separate, in quanto più astratta e all’infuori della loro stessa percezione. [Come del resto fuori anche della <em>mia</em> portata, non avendo – al contrario della prima che si desidera per la sua accessibilità – mai verificato, sia per timore di essere respinto sia inconsapevolmente per non rischiare di perdere quell’ultimo mistero costituito da un inaccessibile candore, se  potrebbe nei momenti di estasi sensuali aggiungere qualcosa di valido al mio piacere fisico o meno.]
<blockquote><p>Perché per l’amore non basta la bellezza, vi serve una certa volontà di ‘aprirsi’, che è ben più facilmente posto in un corpo mediocre insieme ad un bel volto, invece che in uno che sia armonioso, che eccelli <span class="quote_emphasize">in tutto</span>.</p></blockquote>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>1 – Come, del resto, in <a href="https://frammenti.stefanseifert.com/essay/certe-mani/">#certe mani</a> non è esclusivamente la lunghezza delle singole dita a segnare responsabile per la bellezza, ma la, per così dire, ‘forma nel diametro’; cioè quell’ellisse favorevolmente appiattita verso la fine, come solevano evidenziare nei loro disegni prospettici i pittori come il <span class="author">Michelangelo</span> (ma pure lo stesso <span class="author">Raffaello</span> imitando la maniera di esso). </p>
<p>2 – Spiegazione per il lieve imbarazzo in cui tale donna si sembrava trovare (lo svelarono i suoi gesti meccanici), accorgendosi di come cominciava a lavorare su di me quel meccanismo sottile, partendo dal suo ginocchio cui immagine sembrava scagliarsi contro di me, come secondo la teoria del <span class="author">Da Vinci</span> le cose <em>gettassero le loro immagini nell’aria</em>; e benché le dovesse essere ormai un abitudine (infatti più greve sarebbe l’imbarazzo se gliela togliesse questa sicurezza che sta nel suo puntuale ripetersi e ogni volta con la stessa precisione) era come se, in fondo, non avesse delle cognizioni sufficienti sul <em>come</em> questo avveniva. Per quello era come una persona divenuta ricca per un matrimonio vantaggioso che si astiene dal parlare di come si maneggia le azioni, o come chi, usando un’equazione matematica imparata a memoria, ne trae i risultati giusti non sapendo spiegare come.</p>
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		<title>Signer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[elementi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2016 11:05:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/12/Allure_s_image.jpg" class="attachment-md_post_thumb_large size-md_post_thumb_large wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/12/Allure_s_image.jpg 1192w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/12/Allure_s_image-768x504.jpg 768w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/12/Allure_s_image-600x394.jpg 600w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/12/Allure_s_image-430x282.jpg 430w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/12/Allure_s_image-860x565.jpg 860w" sizes="(max-width: 1192px) 100vw, 1192px" /></p><span class="initial"><span class="cap">T</span>his</span> character in the beginning was named “Allure” as a working title. For I asked myself what is an <em>allure</em>, and how would it influence on a character for the famous <span class="author">Chanel</span> perfume? As almost always I was inspired by some photo shooting by fashion photographer <span class="author">Paolo Roversi</span> and his intriguing — what Italians like to call “<em>inafferrabile</em>” — style.

After some first studies the <em>Signer</em> font was developed out of it and elaborated over a longer period of time before getting used also for some brand lettering studies.

<strong>Credits:</strong>
<span class="author">Paolo Roversi</span> | Photography]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/12/Allure_s_image.jpg" class="attachment-md_post_thumb_large size-md_post_thumb_large wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/12/Allure_s_image.jpg 1192w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/12/Allure_s_image-768x504.jpg 768w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/12/Allure_s_image-600x394.jpg 600w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/12/Allure_s_image-430x282.jpg 430w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/12/Allure_s_image-860x565.jpg 860w" sizes="(max-width: 1192px) 100vw, 1192px" /></p><span class="initial"><span class="cap">T</span>his</span> character in the beginning was named “Allure” as a working title. For I asked myself what is an <em>allure</em>, and how would it influence on a character for the famous <span class="author">Chanel</span> perfume? As almost always I was inspired by some photo shooting by fashion photographer <span class="author">Paolo Roversi</span> and his intriguing — what Italians like to call “<em>inafferrabile</em>” — style.

After some first studies the <em>Signer</em> font was developed out of it and elaborated over a longer period of time before getting used also for some brand lettering studies.

<strong>Credits:</strong>
<span class="author">Paolo Roversi</span> | Photography]]></content:encoded>
					
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		<title>Vita Balneare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[elementi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Dec 2016 07:41:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il lento tuffarsi delle madri sulle onde tarde pomeridiane…; perché nessun posto sa spiegarci meglio...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="initial"><span class="cap">I</span>l</span> lento tuffarsi delle madri sulle onde tarde pomeridiane…; perché nessun posto sa spiegarci meglio l’essenza d’un essere umano, con più <em>intimità</em>, come riesce a fare davanti a noi la vita balneare.</p>
<p>Il corpo nel suo stato di ozio non è camuffato da nessun vestimento e i piccoli gesti s’ingrandiscono all’infinito.</p>
<p>Gli sguardi che non sono diretti ad accompagnare un’azione precisa, l’espressione del corpo che non è rivolto a sbrigare le attività di tutti i giorni.</p>
<blockquote><p>È come emettessero essi una luce propria, un riverbero indistinto delle cose del quotidiano, ma che ce lo fa vedere più dal loro lato interno che da quello esterno; come quella luce fiacca che di alcuna notte si vede emettere dal lato della luna non illuminato, e che in verità, certo, non è altro che il riflesso della luce rimandata dalla terra stessa per una via indiretta.</p></blockquote>
<p>Una luce che a differenza dell’altra al cui aspetto ci siamo abituati non trasborda, per via della sua intensità, i contorni della sua forma, e ci fa capire appunto per questo con più esattezza la corporeità dell’astro stesso, il suo vero essere di rocce e terra.<span class="note">1</span></p>
<p>Così vedevo davanti al mio occhio interno la camera in cui si svolge la cena in loro famiglia, dal tetto basso, e tra i muri spessi arrotondati agli angoli, imbianchiti nella maniera dei paesi del sud, la grande tavola di legno. Ma forse questo, più che altro, la vedevo nascere spinto dal mio desiderio di romanticismo, per quanto, però, non tradisse la mia vena turistica e una profonda invidia per una vita regolare, naturale, come mi sembrava <em>dovesse</em> essere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>1 — Oppure come i fotografi che usano di intenzione le pareti ruvide e neglette per far risplendere ancora di più la modella che vi si posa davanti.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il Riflesso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[elementi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2016 06:58:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per certi versi la fanciulla faceva meravigliare: per come non era una di quelle ben...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="initial"><span class="cap">P</span>er</span> certi versi la fanciulla faceva meravigliare: per come non era una di quelle ben educate e viziose, ma come ostentava una sua femminilità col sorriso pieno di gentilezza; e perfino una lieve <em>trascuratezza</em> nei suoi vestiti (che del resto controbilanciava quel che si avrebbe potuto chiamare troppa «ambizione nel vestirsi» con una frescha noncuranza nelle sue attività giovanili del suo giorno), persino una macchia di sporco, non poteva distrarre da uno stile ben pensato, da una sicurezza nel vantarsi dei suoi punti più forti.</p>
<p>Il mantello sulla schiena era ornato con una grande coccarda, dal nastro di seta, che perfettamente corrispondeva con le sue calze di seta nera su cui senza dubbio puntava<span class="note">1</span> – seppure tutto quello, le scarpe, la calzatura, il mantello avrebbero potuto apparire in qualsiasi altra ragazza grossolano e persino goffaggine, se non fosse stato per quello squisito del loro insieme. Comunque nel suo caso erano di un decoro a righe oblique, cui linee s’incrociavano e sembravano voler distruggere ogni linearità oltre alla loro stessa, per evidenziare ancora di più un oblungo, nei suoi contorni vago riflesso latteo, che v’era disegnato dalla carne che si offriva [pulsante] sotto la stoffa scintillante. […of flesh which offers itself under the transparent silk.]
<blockquote><p>1 – E se educano le ragazze ad accavallare le gambe in questo modo come una posizione «chiave» per l’atteggiamento d’una donna in pubblico, certamente, qui, questo gesto ne trovava la sua completa giustificazione.</p></blockquote>
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		<title>Soffrire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[elementi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2016 11:13:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quando vedo una giovane ragazza colle mani fini e bellissime che mi scappa dal portone...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="initial"><span class="cap">Q</span>uando</span> vedo una giovane ragazza colle mani fini e bellissime che mi scappa dal portone della metro non credo che ne sono attratto sessualmente. Credo che sia che mi è negato di guardare, palpare collo sguardo in tutta calma, la sua bellezza, che mi fa soffrire. </p>
<p>Ce n’era prima come una sorta di <em>momento preparatorio</em>. Bastava osservare il suo gesto: due gambe abbastanza lunghe, esili, data la sua statura non troppo alta, raggiuntesi cautamente fin nel punto delle ginocchia (giacché davano la sensazione di essere quei due rami più di un tutt’uno); due archi che si costruivano in maniera simmetrica sotto i lati inferiori e interni, affiancati, dei piedi di un’altrettanta lunghezza per una lieve contrazione di muscoli all’insù, e solo leggermente dischiusi appena al di sotto delle loro caviglie (che, effettivamente, sinché si toccavano, non permettevano ai piedi l’affiancarsi del tutto*): poiché questa timidezza mi faceva già cenno alla seguente «apparizione» delle sue mani splendenti d’una bellezza incomparabile – tali erano la lunghezza e sottilezza delle dita! –; e, d’altronde, come non avrebbero dovuti essere quei parti, che una dopo l’altra si offrivano alla mia vista, altro che dei segni premonitori per quel mi che stava per avvenire di in un solo tempo prodigioso e doloroso? In un breve attimo avrei intravisto un qualcosa scintillare, ma che non avrei potuto afferrare – se non forse più tardi, rivista vagamente quel mistero dalla memoria, si sfogasse in una linea o in una parte di una lettera.</p>
<p>Sono convinto che ci sia un nesso forte tra un certo tipo di gesti (come pure la timidezza colla quale affiancava la mano al suo collo prima di andarsene) e la conformazione stessa [la ‘Beschaffenheit’] delle membra di un corpo (in quel caso la sottilezza delle dita). Come se la persona che le portasse fosse tenuta a, o non a, metterle <em>in mostra</em>. Una specie di responsabilità verso la bellezza stessa cui forse anche quella ragazza intuiva di esserne uno strumento. </p>
[*e dimodoché il contatto che i suoi piedi mantenessero col suolo, col «fango del mondo» restasse del minimo possibile senza l’aiuto d’alcun mezzo intermediario come lo sono le scarpe -> eventualmente citare da «L’inconscio ottico»]
<p>Non è una questione di capacità o non-capacità, diciamo fisiognomica, che regola i gesti (entro i limiti dei nostri arti); che piuttosto una certa «sapienza d’anima» che vuol dare risalto alle proprie forme del nostro corpo.</p>
<p>E mi chiedo come una guancia dolce e morbida possa essere per noi che la guardiamo due volte più bella di com’è per qualcuno, soltanto quando la persona che la porta si apre verso di noi con dei gesti gentili e accoglienti. Mi fa pensare se è la bella forma a farci innamorare o l’amore a venir creare la dolcezza della forma in noi.</p>
<p>Perché la forma in sé rimane muta, solo l’attuarsi dei gesti la collega agli avvenimenti del nostro passato: ci permette, come direbbe Proust, una «comunicazione col cuore». Una via indiretta allora, a una cosa nascosta e invisibile, cui di solito solo nel profumo1 troviamo l’accesso immediato e senza preamboli.<br />
[citare Marcel Proust: p. 136, «La strada di Swann»]
<blockquote><p>Così si potrebbe dire che la bellezza non foss’altro che un rimando, un ri–a–ccordo al passato e soprattutto alla nostra giovinezza. E se ci sono tanti simboli per la bellezza è chiaro che la bellezza stessa è un simbolo alla fine: un simbolo delle esperienze avvenute, delle cose viste, sentite: la vita.</p></blockquote>
[1‘odore’ oppure: ‘sul terreno dell’odore’]
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		<title>Il Modello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[elementi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2016 15:54:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una ragazza quindicenne che sentisse il primo bisogno, l’impulso, di laccarsi le unghie del piede,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="initial"><span class="cap">U</span>na</span> ragazza quindicenne che sentisse il primo bisogno, l’impulso, di laccarsi le unghie del piede, accentuandone le forme; lo farebbe per il suo ragazzo o, addirittura, per gli uomini in generale? Ho i miei dubbi. La vedo invece spinta come da un misterioso ma infallibile <em>istinto</em>.</p>
<blockquote><p>«Et mentem Venere ipsa dedit» – «E venere stessa le ha ispirate»<br />
<span class="author"><span class="long_slash">–</span> Virgilio, <span class="fountain">Georgiche, III,</span> p. 267</span></p></blockquote>
<p>E non mi saprei spiegare altrimenti quel suo gesto di piegare il piede – in una lieve tensione –, come il più nobile dei piedi scolpito nel marmo di una statua antica Romana; sennonché subconsciamente motivato da tale istinto (più limpido e trasparente ancora in età giovanile, prima di scrostarsi in ritegno convenzionale od essere sostituito dall’istinto materno). Il pallido vestigio di un tempo remoto che nient’altro fosse che il mettere in mostra la sua prontezza ad apprendere il suo ruolo nel mondo: quello di nostro modello, ovvero di un <em>simbolo della bellezza</em>.</p>
<p>In lei una strana sorta di contento affluisce, si diffonde. Forse non se ne accorge di che materia fosse, né si sente superiore come persona, ma ne è orgogliosa.<span class="note">1</span></p>
<blockquote>[-&gt; Maupassant citazione, capitolo finale «La bellezza inutile»]</blockquote>
<p>Lì dove l’osso del piede, prima che cominci il dito maggiore, esce leggermente all’infuori, descrive una piega nobile per riunirsi in cinque raggi regolari cui fini formano un’obliquo distinto.<span class="note">2</span> La tensione che una donna sa dare al suo corpo, fuor’ alzandone leggermente il dito maggiore da questa trepida bilancia, è mai casuale ma ben intenzionata.</p>
<p>Tutte le mie osservazioni nel campo della bellezza mi inducono a dire: la forma in sé è di assai poco valore; o meglio dire: essa fallirebbe nel suo atto di essere bella senza che desse un accenno alla direzione cui si è in atto di versarsi. Sia una roccia spinta fuori dalla terra mille anni fà, sia la sublime piega di un piede femminile fra un batter d’occhio: racchiudono entrambe un <em>movimento</em>.</p>
<blockquote><p>Perciò il gesto fosse un’atto così nobile, caro a noi, perché simbolico: il suo unico scopo (cosciente o subcosciente) è punto – usando un movimento – il «creare», cioè il dare risalto ad una forma.</p></blockquote>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>1 – Forse aveva già passata quel periodo piuttosto doloroso nella vita di una fanciulla crescente, in cui si accorge dell’accrescersi del vigore in suo fratello poco maggiore, che la supera, non avendo all’ora ancora (come del resto questo scopo rimarrà altrettanto oscuro al fratellino) la coscienza della sua forza, non sa ancora che, avanti negli anni, tutto questo vigore e le capacità nel maschio non serviranno ad altro fine che per convincerla ad amarlo.</p>
<p>2 – Come del resto è molto improbabile trovare una linea più elegante di quella quasi rettilinea che si forma da quella sopra la gamba, prolungata dal dorso del piede piegato e coronata alla fine da un alluce leggermente alzato.</p>
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		<title>Vision</title>
		<link>https://frammenti.stefanseifert.com/typeface/vision/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[elementi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2016 15:13:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gesture]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/08/u_Stelle_Wärme_ret.jpg" class="attachment-md_post_thumb_large size-md_post_thumb_large wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/08/u_Stelle_Wärme_ret.jpg 1008w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/08/u_Stelle_Wärme_ret-768x565.jpg 768w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/08/u_Stelle_Wärme_ret-600x442.jpg 600w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/08/u_Stelle_Wärme_ret-430x317.jpg 430w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/08/u_Stelle_Wärme_ret-645x475.jpg 645w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/08/u_Stelle_Wärme_ret-860x633.jpg 860w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/08/u_Stelle_Wärme_ret-640x471.jpg 640w" sizes="(max-width: 1008px) 100vw, 1008px" /></p><span class="initial"><span class="cap">V</span>ision</span> is an experimental character for whom I was inspired partly by fashion photography of German post war photographer <span class="author">Regina Relang</span>. As many of my typefaces it researches similarities between the beauty of female body and letter forms. A particular role in this creation played the observation of classic gestures as reflected perfectly here by the ‘<em>9</em>’ and the models arm holding. Although a linear and graphic typeface I introduced many features to give it a natural <em>«warmth»</em> in lines and almost leaf like outer forms.

<strong>Credits:</strong>
<span class="author">Regina Relang</span> | Photography]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/08/u_Stelle_Wärme_ret.jpg" class="attachment-md_post_thumb_large size-md_post_thumb_large wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/08/u_Stelle_Wärme_ret.jpg 1008w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/08/u_Stelle_Wärme_ret-768x565.jpg 768w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/08/u_Stelle_Wärme_ret-600x442.jpg 600w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/08/u_Stelle_Wärme_ret-430x317.jpg 430w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/08/u_Stelle_Wärme_ret-645x475.jpg 645w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/08/u_Stelle_Wärme_ret-860x633.jpg 860w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2016/08/u_Stelle_Wärme_ret-640x471.jpg 640w" sizes="(max-width: 1008px) 100vw, 1008px" /></p><span class="initial"><span class="cap">V</span>ision</span> is an experimental character for whom I was inspired partly by fashion photography of German post war photographer <span class="author">Regina Relang</span>. As many of my typefaces it researches similarities between the beauty of female body and letter forms. A particular role in this creation played the observation of classic gestures as reflected perfectly here by the ‘<em>9</em>’ and the models arm holding. Although a linear and graphic typeface I introduced many features to give it a natural <em>«warmth»</em> in lines and almost leaf like outer forms.

<strong>Credits:</strong>
<span class="author">Regina Relang</span> | Photography]]></content:encoded>
					
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		<title>Urbino Italic</title>
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		<dc:creator><![CDATA[elementi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2015 11:04:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gesture]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2015/11/Bildschirmfoto-2012-12-30-um-07.17.54.png" class="attachment-md_post_thumb_large size-md_post_thumb_large wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2015/11/Bildschirmfoto-2012-12-30-um-07.17.54.png 981w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2015/11/Bildschirmfoto-2012-12-30-um-07.17.54-768x894.png 768w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2015/11/Bildschirmfoto-2012-12-30-um-07.17.54-430x501.png 430w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2015/11/Bildschirmfoto-2012-12-30-um-07.17.54-645x751.png 645w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2015/11/Bildschirmfoto-2012-12-30-um-07.17.54-860x1001.png 860w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2015/11/Bildschirmfoto-2012-12-30-um-07.17.54-640x745.png 640w" sizes="(max-width: 981px) 100vw, 981px" /></p><span class="initial"><span class="cap">S</span>ome</span> screenshots during the development of the <em>Urbino</em> typeface which was originally meant to accompany the <em>Reflection</em> character. It was then developed as a separate typeface with truly <span class="author">Renaissance</span> spirit and aimed to be used in perfume branding. Discover in this post also some thoughts that I had during the various phases of its creation [German language only].

<strong>Credits:</strong>
<span class="author">Paolo Roversi</span> | Photography]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2015/11/Bildschirmfoto-2012-12-30-um-07.17.54.png" class="attachment-md_post_thumb_large size-md_post_thumb_large wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2015/11/Bildschirmfoto-2012-12-30-um-07.17.54.png 981w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2015/11/Bildschirmfoto-2012-12-30-um-07.17.54-768x894.png 768w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2015/11/Bildschirmfoto-2012-12-30-um-07.17.54-430x501.png 430w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2015/11/Bildschirmfoto-2012-12-30-um-07.17.54-645x751.png 645w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2015/11/Bildschirmfoto-2012-12-30-um-07.17.54-860x1001.png 860w, https://frammenti.stefanseifert.com/wp-content/uploads/2015/11/Bildschirmfoto-2012-12-30-um-07.17.54-640x745.png 640w" sizes="(max-width: 981px) 100vw, 981px" /></p><span class="initial"><span class="cap">S</span>ome</span> screenshots during the development of the <em>Urbino</em> typeface which was originally meant to accompany the <em>Reflection</em> character. It was then developed as a separate typeface with truly <span class="author">Renaissance</span> spirit and aimed to be used in perfume branding. Discover in this post also some thoughts that I had during the various phases of its creation [German language only].

<strong>Credits:</strong>
<span class="author">Paolo Roversi</span> | Photography]]></content:encoded>
					
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