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	<title>Ray &#8211; Fragments of Beauty</title>
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	<description>Typeface Works and Essays</description>
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		<title>Intelletto Artistico</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Feb 2018 09:50:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E forse una sorta di «intelletto» o di «ragione artistica» (perché la ragione, si sa,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="initial"><span class="cap">E</span></span> forse una sorta di «intelletto» o di «ragione artistica» (perché la ragione, si sa, è la prosaica padrona di tutto un mondo di emozioni) gli ha imposto [all’artista] di riunire tutte queste diverse bellezze, di unirle in una, cosa che qualcuno dovrebbe chiamare «stile»; in modo che uno di questi piedi sia uguale a ogni altro bello, eccetera, per non impazzire di fronte a una diversificazione insopportabile, cioè all&#8217;impossibilità di non poterle avere <em>tutti</em>.</p>
<p>In definitiva, queste due teorie, quella che promuove una bellezza unica o una «divinità» all’origine di tutte le cose (come forse il seme per le piante) e l’altra che invece suppone una diversità infinita che è unita solo nella mente di chi la percepisce (o ancor più nell&#8217;artista che la esprime), sono opposti contraddittori, irriducibili; come in fisica sulla natura della luce: quella che privilegia le particelle contro quella che privilegia le onde.</p>
<p>Ma, per restare all’esempio, la nostra passione personale sarebbe un animale, come una lucertola, immobile ma non per questo inerte; e come questo piccolo animale, pur insignificante nel grande spettacolo e senza la minima preoccupazione per la natura della loro forma, ne gode, si nutre dei potenti raggi del sole che significano vita.</p>
<p>Forse è questa la qualità unica della <em>Bellezza</em>, che possiamo comprendere meglio ed esprimere con più forza quando la mettiamo insieme da piccole parti. È qui che si riunisce la <em>memoria</em> di cui abbiamo tanto parlato:</p>
<blockquote><p>Sono come piccole schegge di realtà, ognuna diversa dall’altra, ma in definitiva più illuminanti di qualsiasi linea, di qualsiasi flusso che nasca da un singolo pensiero, da un singolo sentimento, da una singola convinzione.</p></blockquote>
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		<title>Vulnerabilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[elementi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2017 05:34:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Beauty]]></category>
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					<description><![CDATA[… se sono [i sensi] ancora aguzzati dai raggi del sole che giocano intorno ai...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>… se sono [i sensi] ancora aguzzati dai raggi del sole che giocano intorno ai lor bei muscoli.</p></blockquote>
<p><span class="initial"><span class="cap">H</span>o</span> visto nel pieno del mezzogiorno delle gambe dal lato di dietro che mi hanno fatto venire la voglia di cambiare la mia vita. Non era tanto per la loro forma <em>intera</em>, tanto che già impressa nelle nostre memorie, che per un dettaglio: lì dove quel forte muscolo che congiunge le due parti della gamba, espandendosi a forma di un ponte, sopra la parte retro della capsula del ginocchio, si prolunga e sparisce nella carne vibrante della coscia.</p>
<p>Perché vi era in questa nudità tesa, e invisibile agli occhi di lei medesima, di un muscolo blandamente messo all’estremo, qualcosa di commovente: in quanto malamente copriva la necessità per così dire «primaria» (e in essa risiede la sua vulnerabilità) di un apparato motorio; del resto come in pochi altri punti del corpo femminile, destinato per lo più ad apparirci in rotondità piacevoli, ritirate, e quasi si verrebbe a dire inutili, se non per la loro bellezza medesima. E sia che è stata questa vulnerabilità scoperta che mi rendeva incline a servirle di proteggergliela?</p>
<p>E, sicché, non ero nel mio paese si faceva avanti un pensiero, più insistente di ogni congettura quale avrebbe potuto suggerirmi finora un mio ragionamento, o si avrebbe potuto solidificare tramite le mie esperienze: quello di espatriare. Era il destino a farmi votare immaginariamente a quella creatura cui tale dettaglio apparteneva, oppure ad un’altra simile, in una possibile convivenza tutte le mie forze per renderla felice ed avermene cura.</p>
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